Food safery

Packsta: siamo sicuri che sia sicuro?

Se stai leggendo questo articolo è perché ti stai legittimamente chiedendo quali sono i rischi potenziali della condivisione del cibo tra privati (food sharing). Comprendiamo benissimo le tue preoccupazioni. Noi per primi ci siamo posti queste domande quando abbiamo ideato il progetto.

Partiamo dal presupposto che il sito packsta.com è completamente gratuito (non ci sono costi di servizio, commissioni o abbonamenti) e non si prefigge altro scopo se non quello di mettere in contatto le persone che vogliano liberamente e in amicizia condividere il cibo di casa per divertirsi, aiutarsi  e vivere nuove esperienze (anch’esse in modo gratuito o al più prevedendo un Rimborso spese).

Nella condivisione gratuita del cibo tra privati non è possibile implementare obbligatoriamente (bensì solo facoltativamente) quelle misure di controllo e certificazione previste per le attività commerciali (v. ad es. l’HACCP) che generalmente ispirano fiducia nel consumatore medio e che sono finalizzate a garantire la sicurezza alimentare di tutti quanti noi quando acquistiamo del cibo messo in vendita a fini di lucro.

Sarebbe logicamente una limitazione delle libertà personali. Siamo o no liberi di offrire e accettare privatamente il cibo con chi vogliamo?

Dunque, anche in assenza di tali verifiche formali, va da sè che non è assolutamente illegale condividere il cibo fra privati. Al contempo, però, non è possibile pensare che questa attività sia poco sicura. Tutti quanti noi consumiamo cibo di casa propria o altrui in continuazione (con amici, parenti, conoscenti o perfetti sconosciuti) e in misura di gran lunga superiore rispetto al cibo consumato presso attività di ristorazione. Inoltre, il rischio di intossicazioni in ambito domestico è di gran lunga inferiore a quello esistente nei ristoranti, bar, sagre, mense, ecc…dove il rischio è comunque minimo.

L’idea di Packsta si basa principalmente sulla FIDUCIA, elemento indispensabile di tutti i sistemi di Sharing Economy. La stessa che si ha quando si va a mangiare da o con persone verso cui si ripone già affidamento. Se non ti fidi abbastanza o sei scettico semplicemente ti invitiamo a prendere confidenza gradualmente con le dinamiche e i membri della community, iniziando a condividere il cibo con una ristretta cerchia di persone fidate (amici, parenti, ecc.) per poi allargarti agli amici degli amici e così via.

Condividere il cibo con persone inizialmente sconosciute non è per tutti. Tuttavia, crediamo che tutti possano imparare a fidarsi e a godere dei numerosi vantaggi dell’economia della condivisione (risparmi, fai amicizia, apri la mente, vivi nuove esperienze…). La SFIDA consiste nella capacità di creare e rafforzare un sentimento che spinga le persone a superare le paure e i luoghi comuni secondo i quali gli altri sono sempre meno puliti di noi stessi, e tendenzialmente propensi a farci del male (per es. “avvelenando il cibo”). Se qualcuno volesse fare ciò di certo non avrebbe bisogno di Packsta.

Al contrario, la community funge da spazio di condivisione pratica e teorica, dove è possibile educarsi reciprocamente ad una cultura alimentare sempre più sana, sicura, genuina e sostenibile (attraverso l’esperienza diretta, discussioni e scambio di feedback).
I membri possono insegnare e imparare reciprocamente le buone pratiche (best practice) per la preparazione, il trasporto, il confezionamento e il consumo del cibo. Una sorta di conoscenza collettiva del cibo e della cucina. Con questi presupposti, non è escluso addirittura che si riescano a creare condizioni di igiene, pulizia, sicurezza e salubrità nella media di gran lunga superiori a quelle presenti nel mercato alberghiero e della ristorazione. In più, Packsta suggerisce e diffonde già alcune prassi da osservare (scopri di più).

In ogni caso, può aiutare sapere che tutti i membri, sin dall’atto dell’iscrizione, accettano da regolamento di utilizzare il servizio coscientemente e responsabilmente, nel rispetto delle regole basilari di conservazione e utilizzo del cibo ed evitando di ordinare o accettare cibo che contiene ingredienti per cui si sa di essere allergici o intolleranti. Le iscrizioni, per ora, avvengono solo tramite account Facebook, il che permette di verificare l’identità di ogni singolo utente e di bloccare preventivamente gli account fasulli o con contenuti inappropriati.

Come accennato, gli utenti effettuano un controllo peer to peer sul cibo condiviso, essendo invitati, dopo la condivisione, ad esprimere un feedback su qualità e presentazione, oltre che sul rispetto dei valori da parte di tutti gli iscritti. Gli utenti che non rispettano le regole basilari e i valori o che collezionano commenti eccessivamente negativi vengono rimossi (bannati per sempre) dalla community.

Principalmente, però, si parte sempre da una buona base di fiducia reciproca.

Se ancora non sei convinto ti invitiamo a contattarci tramite i nostri social o all’email info@packsta.com e a porci ogni genere di domanda. Parliamone insieme…